Come attesta il Martirologio Romano – il libro liturgico ufficiale che raccoglie giorno per giorno l’elenco dei santi e dei beati della Chiesa cattolica -, a Calcutta in India, Teresa (Agnese) Gonhxa Bojaxhiu, vergine – meglio conosciuta come Madre Teresa di Calcutta -, nata in Albania, «estinse la sete di Cristo abbandonato sulla croce con la sua immensa carità verso i fratelli più poveri e istituì le Congregazioni delle Missionarie e dei Missionari della Carità al pieno servizio dei malati e dei diseredati».

Madre Teresa di Calcutta nacque a Skopje il 26 agosto 1910. Entrata a diciotto anni tra le Suore Missionarie di Nostra Signora di Loreto, emise i primi voti nel 1931 assumendo il nome di suor Maria Teresa del Bambin Gesù, in onore della santa di Lisieux alla quale era molto devota. Per vent’anni servì come insegnante nel collegio di Entally, a Calcutta.

Nel settembre del 1946, mentre si recava a Darjeeling, rispose alla “seconda chiamata” del Signore: lasciare la propria comunità per servire Dio nei più poveri tra i poveri. Nel 1948 diede così inizio a Calcutta a un’opera umile e solitaria da cui il Signore fece germogliare la Congregazione delle Missionarie della Carità, oggi diffuse in tutto il mondo.

Madre Teresa morì il 5 settembre 1997. Beatificata da san Giovanni Paolo II il 19 ottobre 2003, è stata proclamata santa da Papa Francesco il 4 settembre 2016, e il 5 settembre la Chiesa ne celebra la memoria liturgica.

Quando il celebre poeta, scrittore e regista italiano Pier Paolo Pasolini, nel 1961 incontrò per la prima volta Madre Teresa di Calcutta — negli anni in cui la Madre non era ancora pubblicamente conosciuta —, lasciò di lei questo indimenticabile ritratto: «Ho conosciuto dei religiosi cattolici. E devo dire che mai lo spirito di Cristo mi è parso così vivido e dolce; un trapianto splendidamente riuscito. A Calcutta, Moravia, la Morante e io siamo andati a conoscere Suor Teresa, una suora che si dedica ai lebbrosi. […] Suor Teresa è una donna anziana, bruna di pelle, perché è albanese, alta [sic!], asciutta, con due mascelle quasi virili, e l’occhio dolce, che, dove guarda, ‘vede’»; poi concludeva: «ha la bontà senza aloni sentimentali, senza attese, tranquilla e tranquillizzante, potentemente pratica».

Immagine generata da IA

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Di Michelangelo Nasca

Direttore Responsabile, giornalista vaticanista, docente di Teologia Dogmatica. È Presidente dell’emittente radiofonica dell’Arcidiocesi di Palermo, “Radio Spazio Noi”, vicepresidente regionale e membro dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), sezione di Palermo.