Nel sedicesimo anniversario della scomparsa del Servo di Dio Manuel Foderà, lo scenario suggestivo dell’Eremo Madonna di Giubino a Calatafimi-Segesta ha fatto da cornice, lunedì 20 luglio, a un intenso momento di raccoglimento che ha intrecciato preghiera, arte e memoria. L’evento ha avuto inizio con il Rosario meditato attingendo agli scritti di Manuel, per poi proseguire con la liturgia eucaristica officiata da fra Benigno Palilla. A coronamento della funzione si è tenuto un appuntamento dal profondo significato spirituale: il debutto assoluto dell’opera sacra “Io vivo cose bellissime”, nata dall’ispirazione della compositrice Teresa Nicoletti a partire da un’orazione del giovanissimo Servo di Dio.
Scritto per voce di mezzosoprano, violino e organo, il brano è stato eseguito dalla stessa Nicoletti con il supporto dei musicisti Mirko D’Anna e Vito Mandina. La nascita di questo pezzo si deve alla volontà dei genitori di Manuel, Giuseppe ed Enza Foderà, e del presidente dell’Associazione “Missione Luce Manuel Foderà”, Pietro Vivona, desiderosi di dare veste musicale a uno dei testi più toccanti lasciati dal bambino.
Morto il 20 luglio 2010 a soli nove anni dopo aver affrontato per un quinquennio un neuroblastoma con inspiegabile serenità e incrollabile devozione, Manuel ha impresso un’impronta indelebile nel cuore di chi lo ha incrociato. Proprio in virtù di questo impatto, il 20 giugno 2025 il Vescovo di Trapani, monsignor Pietro Maria Fragnelli, ha avviato formalmente l’iter per la sua Beatificazione e Canonizzazione. La composizione “Io vivo cose bellissime” si offre così come un tributo a questa figura eccezionale, amplificando attraverso le note un messaggio di totale affidamento spirituale capace di far scorgere la luce della speranza anche nell’ora della sofferenza.
Segui Porta di Servizio
Seguici sul nostro canale WhatsApp oppure qui t.me/porta_diservizio sul gruppo Telegram.