Pubblicata il  25 maggio e firmata dal Pontefice il 15 maggio, nel 135° anniversario della storica Rerum Novarum di Leone XIII, l’enciclica Magnifica Humanitas si presenta come uno dei documenti più significativi del nostro tempo. Con questo testo, il Papa raccoglie l’eredità della grande dottrina sociale della Chiesa e la proietta verso una delle sfide più decisive dell’epoca contemporanea: l’intelligenza artificiale.L’enciclica non si limita a una riflessione tecnica o tecnologica, ma affronta una questione profondamente umana e spirituale: quale futuro vuole costruire l’umanità? 

Il Pontefice pone davanti al mondo una scelta cruciale: utilizzare il progresso per edificare una nuova “torre di Babele”, simbolo di divisione e superbia, oppure costruire una società fondata sulla comunione tra Dio e l’uomo .

Divisa in cinque capitoli, oltre all’introduzione e alla conclusione, Magnifica Humanitas parte da un principio fondamentale: la tecnologia non deve essere considerata una “forza antagonista rispetto alla persona”, né “di per sé un male”.

Il Papa riconosce, infatti le enormi potenzialità dell’intelligenza artificiale e del progresso scientifico, capaci di migliorare la vita umana, favorire lo sviluppo e creare nuove opportunità. Tuttavia, l’enciclica sottolinea con forza che la tecnologia non è mai completamente neutrale, perché riflette inevitabilmente i valori, le intenzioni e gli interessi di chi la crea, la finanzia, la regola e la utilizza.

Con Magnifica Humanitas, il Papa offre una riflessione profonda e attuale sul rapporto tra uomo, tecnologia e fede. L’enciclica non condanna il progresso, ma invita l’umanità a viverlo con saggezza,  Per questo motivo, invita governi, imprese, ricercatori e cittadini a esercitare una responsabilità condivisa, affinché l’innovazione non perda mai il suo orientamento etico e umano.

Uno dei passaggi più intensi del documento come già detto , è il richiamo simbolico alla torre di Babele. Il Papa scrive:

“La magnifica umanità creata da Dio si trova oggi di fronte ad una scelta decisiva: innalzare una nuova torre di Babele o edificare la città dove Dio e l’umanità abitano insieme”.

Con queste parole e l ‘immagine evocativa di Babele, l’enciclica mette in guardia contro il rischio di un progresso privo di coscienza morale, dove l’uomo finisca per smarrire sé stesso inseguendo il dominio assoluto della tecnica. L’intelligenza artificiale, secondo il Pontefice, non deve sostituire la persona umana né ridurre l’essere umano a un semplice dato o algoritmo. Al contrario, ogni innovazione deve rimanere al servizio della dignità umana, della solidarietà e del bene comune.

Ecco che cuore del messaggio di Magnifica Humanitas è un forte invito a “costruire nel bene” e soprattutto a “rimanere umani”.

Il Papa propone una società fondata sulla corresponsabilità, sulla sussidiarietà e sulla comunione, valori capaci di guidare anche il mondo digitale e tecnologico. Solo attraverso un uso etico e consapevole dell’intelligenza artificiale sarà possibile evitare nuove disuguaglianze, manipolazioni e forme di esclusione sociale.

L’enciclica ricorda infine che il vero centro del progresso non è la macchina, ma il cuore dell’uomo, luogo dove, come scrive il Pontefice “Dio desidera abitare”.

In un’epoca dominata dall’intelligenza artificiale e dalle trasformazioni digitali, il Papa lancia una sfida : il futuro non dipenderà soltanto dalla potenza delle macchine, ma dalla capacità dell’uomo di custodire la propria umanità.

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Di Adele Di Trapani

Giornalista, collabora con “Radio Spazio Noi”, l’emittente radiofonica dell’Arcidiocesi di Palermo. Docente di Teologia Morale, Vicepresidente dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), sezione di Palermo.