Il Papa ha compiuto il rito della lavanda dei piedi a “dodici sacerdoti” della Diocesi di Roma, durante la celebrazione in Coena Domini del Giovedì Santo, riacciuffando così un aspetto simbolico molto importante che sembrava caduto nel dimenticatoio.

“Lasciarci servire dal Signore – ha detto Papa Leone XIV durante l’omelia – è dunque condizione per servire come ha fatto Lui. «Se non ti lasci lavare», disse Gesù a Pietro, «non avrai parte con me» (Gv 13,8): se non mi accogli come servo, non puoi credermi e seguirmi come Signore. Lavando la nostra carne, Gesù purifica la nostra anima. In Lui, Dio ha dato esempio non di come si domina, ma di come si libera; di come si dona la vita, non di come la si distrugge”.

Rinnovando i gesti e le parole del Signore, il Papa ricorda come proprio in questa sera si faccia memoria dell’istituzione dell’Eucaristia e dell’Ordine sacro. Egli sottolinea che l’intrinseco legame tra i due Sacramenti rappresenta la perfetta donazione di Gesù, sommo Sacerdote ed Eucaristia vivente in eterno. Il Pontefice ribadisce che nel pane e nel vino consacrati risiede il sacramento d’amore, segno di unità e vincolo di carità, ovvero quel convito pasquale nel quale si riceve Cristo, l’anima viene ricolmata di grazia e viene offerto il pegno della gloria futura, come citato nella costituzione dogmatica Sacrosantum Concilium, 47.

Infine, Papa Leone sottolinea con ulteriore enfasi: “Nei vescovi e nei presbiteri, costituiti «sacerdoti della nuova Alleanza» secondo il comando del Signore (Concilio di Trento, De Missae Sacrificio, 1), sta il segno della sua carità verso tutto il Popolo di Dio, che siamo chiamati a servire, amati confratelli, con tutto noi stessi”.

Foto: screenshot Vatican Media 

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Di Michelangelo Nasca

Direttore Responsabile, giornalista vaticanista, docente di Teologia Dogmatica. È Presidente dell’emittente radiofonica dell’Arcidiocesi di Palermo, “Radio Spazio Noi”, e membro dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), sezione di Palermo.