Nel pomeriggio del 29 marzo, Domenica delle Palme, si celebrerà al Foro Italico, la Via Crucis dei migranti. È un’iniziativa che darà voce alle diverse comunità cattoliche etniche, che insieme agli italiani vogliono ripercorrere la via della croce, vissuta da Gesù il Venerdì Santo.
Alla Via Crucis parteciperà l’Arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice. Questo momento di preghiera intensa sarà arricchito dalla sua guida spirituale e dalla sua testimonianza. L’itinerario suddiviso in 14 stazioni sarà animato dalle differenti comunità e verranno utilizzate una decina di lingue tra quelle veicolari e materne.
Alle ore 15:45 raduno presso Istituto Padre Messina, Foro Italico, e conclusione nella Chiesa S. Maria dei Miracoli, Piazza Marina.
La presenza dei migranti nel territorio palermitano rappresenta oggi una realtà significativa della vita sociale ed ecclesiale della città. Secondo i dati più recenti disponibili, la popolazione straniera residente nel Comune di Palermo ammonta a circa 26.000 persone, pari a poco più del 4% della popolazione cittadina.
Pur trattandosi di una percentuale inferiore rispetto ad altre grandi città italiane, la presenza migrante a Palermo assume un significato particolare: la città è infatti una delle principali porte di ingresso nel Mediterraneo e rappresenta per molti uomini e donne un luogo di approdo, di passaggio o di nuova vita.
A livello nazionale, la popolazione straniera residente in Italia supera i 5,3 milioni di persone. Tra questi, circa la metà professa la fede cristiana, con una presenza significativa di fedeli ortodossi, affiancati da numerosi cattolici, soprattutto provenienti da Paesi come le Filippine, lo Sri Lanka, l’America Latina e alcune nazioni africane. Accanto a loro è presente anche una consistente popolazione di religione musulmana, stimata in circa 1,6 milioni di persone, proveniente soprattutto dal Nord Africa e dall’Asia meridionale.
Anche a Palermo il volto delle migrazioni è molto variegato. Tra le comunità nazionali più numerose si trovano quelle provenienti dal Bangladesh, dalla Romania, dallo Sri Lanka, dal Marocco e dalla Tunisia, insieme a molte altre provenienze che contribuiscono a rendere la città un luogo di incontro tra popoli, lingue e tradizioni differenti. Le comunità cattoliche si ritrovano regolarmente per la celebrazione dell’Eucaristia e per momenti di fraternità e di condivisione della fede.
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