La parrocchia Sant’Ernesto è stata allietata dall’inestimabile valore della produzione sacra di Giuni Russo, protagonista del concerto-narrazione “Sulle corde dell’anima”, che si è tenuto il 12 dicembre alle ore 21.00. Un omaggio sentito e profondo a una delle voci più singolari e straordinarie del panorama musicale italiano, artista profondamente legata a Palermo, che non sempre le ha riconosciuto i meriti dovuti.
Il concerto, è stato scritto da Giuseppe di Rosa, interpretato dallo stesso in quanto voce narrante e chitarrista, con la cantante Marcella Barbaro quale voce del progetto, dalla pianista Rosy Ammirata, dal violoncellista e bassista Aldo Ammirata, e dal percussionista Federico Di Salvo. Un ensemble di musicisti di grande sensibilità, il cui contributo è stato fondamentale nel restituire la complessità e la ricchezza delle composizioni, dimostrando come questo repertorio richieda competenze tecniche e interpretative di altissimo livello. Non a caso, Rosy Ammirata, musicista di grande esperienza, ebbe modo di accompagnare Giuni Russo anche in alcuni concerti, segno di una continuità artistica e di una profonda conoscenza del suo universo musicale.
Il parroco don Fulvio Iervolino ha osservato come l’evento sia stato un momento di condivisione e d’incontro per i parrocchiani, reso particolarmente significativo dalla profondità degli scritti e dei testi della cantante, capaci di parlare all’anima.
L’origine del progetto è stata raccontata da Giuseppe di Rosa, che ha spiegato come questo sia nato spontaneamente da una chiacchierata con la cantante Marcella Barbaro. Il percorso ha inizio da un testo di Santa Teresa d’Avila che descrive la sua “estasi”, per poi continuare ripercorrendo l’itinerario spirituale di Giuni: inizialmente tormentato, ma successivamente corroborato da una fede che neppure la malattia è riuscita a turbare. Tematiche complesse e imprescindibili, affrontate con chiarezza e delicatezza, nel racconto di una donna che Franco Battiato, suo storico collaboratore, definiva “morale”, integerrima, una vera mediatrice.
La cantante Marcella Barbaro ha ricordato l’onore, ma soprattutto la responsabilità di interpretare il repertorio sacro della Russo, esperienza unica per tecnica e spiritualità. Cantare Giuni Russo non è un’impresa accessibile a chiunque: la sua era una voce di soprano prestata alla musica pop, dotata di un’estensione fuori dal comune e di vocalizzi incredibili, di straordinaria difficoltà ed eleganza. Anche quelle che l’artista, con ironia, definiva “canzonette” sono state in realtà profondamente amate dal pubblico e rappresentano pagine musicali di grande valore, tutt’altro che semplici, che richiedono studio, rigore e sensibilità interpretativa.
Particolare rilievo è stato dato al repertorio sacro, frutto di una spiritualità intensa e autentica, maturata anche grazie alla vicinanza di Giuni Russo alle suore Carmelitane. Testi meravigliosi, intrisi di ricerca, silenzio e contemplazione, che restituiscono l’immagine di un’artista libera e coraggiosa, capace di scegliere il “sacro” come via privilegiata di espressione, senza mai rinnegare il dialogo con il pubblico che tanto l’ha amata.
L’omaggio a Giuni Russo ha unito artisti e parrocchiani in un momento di condivisione, dando vita a un percorso artistico e spirituale che continua a emozionare e a ispirare, “sulle corde più profonde dell’anima”.
Foto: Ansa.it
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