La diocesi di Acireale ha recentemente ospitato per due giorni il Presidente nazionale di Azione Cattolica (AC), Giuseppe Notarstefano. La sua visita è stata un’opportunità di dialogo e riflessione sia per i membri dell’Associazione che per i sacerdoti della diocesi.
In una delle due giornate si è svolto, presso la sala “Pinella Musmeci” di Villa Belvedere, un incontro pubblico intitolato “Orizzonti di Pace: quale cammino per gli uomini del nostro tempo?”. L’evento è stato organizzato dal direttivo diocesano di Azione Cattolica, guidato dalla presidente locale Cetta Vecchio, e moderato dal giornalista Mario Agostino, direttore dell’Ufficio diocesano per la Cultura.
Il fulcro del dibattito è stato il concetto di pace, descritta come un “lavoro artigianale” che richiede impegno costante e condiviso tra individui, comunità e istituzioni, basato su relazioni e scelte concrete. È stato ribadito che costruire la pace è un processo indispensabile ma impegnativo, che non deve essere influenzato da fini politici, ideologici o economici.
Si è anche affrontato il tema della difficoltà della partecipazione alle associazioni, problematica che si è acuita nel periodo successivo alla pandemia.
Le riflessioni di Giuseppe Notarstefano
Il Presidente Notarstefano ha articolato il suo intervento attorno a tre concetti chiave: laicato, giovani e corresponsabilità. Ha evidenziato come uno dei punti di forza dell’AC sia la sua capacità di unire diverse generazioni. Secondo Notarstefano «coltivare il dialogo intergenerazionale è la condizione per vivere l’unitarietà, cioè il nostro modo di immaginare percorsi formativi e di animazione sociale condivisi. È prezioso ascoltare i giovani, prenderli sul serio: così la vita associativa diventa un vero laboratorio di partecipazione e di democrazia».
Durante la serata, si è anche discusso di argomenti essenziali per realizzare una pace autentica e duratura, anche a livello locale, tra cui giustizia sociale, riconciliazione, conversione personale e il valore delle relazioni comunitarie.
La presidente diocesana, Cetta Vecchio, ha concluso riaffermando l’impegno dell’AC nel “seminare piccoli germogli di speranza”, consapevole della responsabilità di agire “qui e ora”.
Incontro con il clero e conclusioni del Vescovo
Durante la sua permanenza, Notarstefano ha avuto un incontro separato con il clero diocesano. In quest’occasione, ha evidenziato come il cammino sinodale in corso sia un invito a rafforzare la corresponsabilità e la comunione attraverso la formazione, intesa come mezzo privilegiato per un servizio autentico nella Chiesa e una testimonianza credibile nel mondo.
Le due giornate si sono concluse con l’intervento di monsignor Antonino Raspanti, vescovo di Acireale. Il Vescovo ha posto l’accento sul ruolo fondamentale del laicato impegnato e delle associazioni per la crescita delle comunità ecclesiali. Ha inoltre sottolineato che i «presbiteri hanno un ruolo decisivo nel guidare la formazione dei laici e nel sostenerne la maturazione nella fede, perché solo insieme si può costruire una Chiesa che ascolta, accompagna e testimonia».
Foto: Ufficio Comunicazioni Sociali di Acireale
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