Alla vigilia del 32esimo anniversario dell’omicidio per mano della mafia, la Chiesa di Palermo celebra il Beato don Pino Puglisi. In una Cattedrale gremita, l’arcivescovo monsignor Corrado Lorefice ha presieduto la liturgia che, per una fortunata coincidenza, è quella dell’esaltazione della Santa Croce.

Un sacrificio, quello del Cristo, in cui si innesta quello di Puglisi, ucciso nel quartiere Brancaccio e proclamato martire. “Come e con Gesù (don Pino, ndr) va incontro alla morte, si consegna alla morte. Non se la cerca. L’accoglie! Puglisi è un discepolo-presbitero che ha praticato con assiduità il Vangelo (che) lo ha conformato secondo la logica e l’umanità di Gesù”.

E così nei gesti, nella vita e nelle parole di don Pino si può ritrovare Cristo. “Nel suo ministero presbiterale, da Godrano, a Brancaccio, nel ministero di animatore vocazionale e di accompagnatore spirituale, nell’insegnamento della religione cattolica, e nel suo servizio generoso nei luoghi-segno della Carità della Chiesa palermitana”.

La liturgia, anticipata a oggi a causa della visita che domani i vescovi siciliani compiranno in Nord Africa, segna peraltro l’inizio dell’anno pastorale per la Chiesa di Palermo, nel segno del Beato Puglisi.

“La sua somiglianza a Gesù – ha detto l’arcivescovo – è anche nel suo morire in quel 15 settembre 1993. In quegli anni tragici per la nostra Palermo assediata e massacrata dalla mafia. Come e con Cristo, testimone della vittoria dell’amore sulla violenza e sulla morte. La vittoria dell’amore. La fecondità dell’amore, che vince l’odio. Siamo qui per chiedere al Signore di essere sempre più Chiesa dagli stessi sentimenti di Cristo Gesù. Presbiterio che cresce animato dagli stessi sentimenti di colui che è e sarà orgoglio e pungolo di ogni prete della Chiesa palermitana”.

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Di Roberto Immesi

Giornalista, collabora con Live Sicilia, è Revisore dei Conti dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia e Presidente dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), sezione di Palermo.