In risposta ad alcune presunte rilevazioni scientifiche comparse nei giorni scorsi – che riterrebbero che la Sacra Sindone di Gesù sarebbe stata ottenuta posando il drappo non su un corpo umano ma utilizzando una scultura a bassorilievo – il cardinale Roberto Repole, arcivescovo di Torino e vescovo di Susa, Custode pontificio della Sindone ha diramato la seguente dichiarazione:
«Ancora una volta assistiamo al lancio di nuove “rivelazioni” sulla Sindone e i suoi misteri. Oggi si tratta dell’ipotesi che il Telo sindonico sia stato steso non sul cadavere di un uomo ma su un “modello” artefatto, che riprodurrebbe le caratteristiche dell’immagine.
Il Custode della Sindone non ha motivo di entrare nel merito delle ipotesi formulate liberamente da scienziati più o meno accreditati. Il Centro Internazionale di Studi sulla Sindone di Torino, che statutariamente assicura il suo supporto scientifico al Custode, pubblica un documento che analizza in dettaglio metodo e risultati di questa “scoperta”.
Se non ci si può stupire più di tanto del clamore che certe “notizie”, vere o verosimili, nuove o datate, possono suscitare in un circuito mediatico che ormai è globale e istantaneo, rimane la preoccupazione per la superficialità di certe conclusioni, che spesso non reggono a un esame più attento del lavoro presentato. E rimane da ribadire l’invito a non perdere mai di vista la necessaria attenzione critica a quanto viene così facilmente pubblicato».
La Sacra Sindone
La Sindone di Torino, nota anche come Sacra Sindone, è un prezioso lenzuolo di lino custodito nel Duomo di Torino. Il telo porta impressa l’immagine di un uomo che, secondo molti, mostra i segni inequivocabili di torture e di una crocifissione, in linea con quanto raccontano i Vangeli sulla Passione di Cristo. Per questo motivo, molti credenti la ritengono il vero sudario che avvolse il corpo di Gesù dopo la sua morte.
Il nome “sindone” ha origini greche, da sindón, che indicava genericamente un tessuto di lino. Oggi, però, il termine è universalmente associato al lenzuolo funebre di Gesù.
La questione dell’autenticità della Sindone è al centro di un dibattito che unisce scienza e fede. Nel 1988, il test del radiocarbonio, condotto da tre laboratori indipendenti (a Oxford, Tucson e Zurigo), ha segnato un punto di svolta, datando il tessuto tra il 1260 e il 1390. Questo intervallo di tempo coincide con la prima apparizione storica del lenzuolo, rendendo improbabile la sua origine evangelica.
Nonostante ciò, i sostenitori della sua autenticità mettono in discussione i risultati del test. Sostengono che il campione di tessuto analizzato potrebbe essere stato alterato e contaminato da vari fattori nel corso dei secoli, come incendi, batteri o funghi, che avrebbero falsato la datazione.
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