Don Carlo Rocchetta è uno dei massimi esperti di pastorale familiare. Già docente di teologia sacramentaria alla Pontificia Università Gregoriana, alla Pontificia Università Lateranense di Roma e alla Facoltà Teologica di Firenze, ha abbracciato la chiamata a dedicarsi totalmente alla famiglia. Nel 2003 ha fondato a Perugia il Centro Familiare Casa della Tenerezza, che segue in particolare le coppie in crisi e i loro figli, i coniugi soli e separati. Alla spiritualità familiare ha dedicato numerose pubblicazioni, tra le quali il “Manuale di teologia nuziale della tenerezza”, edito dalla casa editrice palermitana “We Can Hope”, in cui ha concentrato il frutto dei suoi studi sulla tenerezza. Proprio a Palermo, il prossimo 23 febbraio, il sacerdote terrà un incontro per le coppie di sposi della Parrocchia San Giovanni Bosco.

Don Carlo, come vede oggi la famiglia naturale? Sembra sia sotto attacco, a livello politico come dal punto di vista della comunicazione di massa…

«A livello mondiale assistiamo all’azione di forze ostili, laiciste e massoniche, che cercano di sostituire la famiglia naturale con altri modelli, in modo da distruggere la famiglia e la Chiesa».

Ci stanno riuscendo?

«La maggioranza delle persone è ancora per la famiglia naturale, ma queste forze dispongono di mezzi che consentono loro di imporre le loro ideologie. Questo vale non solo per il matrimonio tra persone dello stesso sesso, ma anche per il gender, l’aborto e l’utero in affitto. Lo fanno per manipolare l’umanità. Il problema è che molti cattolici assorbono tutto senza reagire».

Come si fa a contrastare questa deriva?

«Con la formazione, innanzitutto. Stiamo realizzando scuole di tenerezza in ogni parte d’Italia, per offrire consapevolezza di sé e maturazione affettiva a tutti».

A chi si rivolgono, in particolare, queste scuole?

«A tutti. Ai fidanzati, agli sposi, ma anche a chi ha un progetto di consacrazione religiosa. In particolare, però, si rivolge ai giovani. Oggi i giovani sono immaturi, fragili dal punto di vista affettivo. Tenerezza vuol dire relazione, dono, accoglienza reciproca. Cerchiamo di puntare sulla compresenza relazionale, sull’identità maschile e femminile, sulla formazione di idee e di sentimenti».

Il tema dell’educazione affettiva richiama quello della violenza contro le donne, dei femmicidi…

«Esattamente. I femminicidi nascono dall’immaturità affettiva. Noi vogliamo formare persone sane, innanzitutto».

Dove hanno sede le scuole della tenerezza?

«Ad Assisi è sorta la prima, ma ne stanno nascendo diverse da Nord a Sud. Anche in Sicilia ce n’è una, a Caltanissetta. Puntiamo a realizzarne ovunque, anche a Palermo».

Video intervista a Carlo Rocchetta per la presentazione del Manuale di teologia nuziale della tenerezza

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Di Luca Insalaco

Luca Insalaco, Giornalista freelance, avvocato, mediatore civile e commerciale professionista. Membro dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), sezione di Palermo, referente gruppo di lavoro Ucsi nazionale cultura, direttore responsabile de “Il Sicomoro” (pubblicazione della parrocchia Spirito Santo di Palermo).

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