Palermo si prepara alla seconda fase del cammino sinodale, ossia quella sapienziale. Dopo due anni dedicati all’ascolto nelle parrocchie, la Chiesa palermitana si interrogherà su cinque grandi temi con un anno incentrato sul discernimento. Un programma illustrato nel corso dell’assemblea pastorale diocesana ospitata al Don Bosco Ranchibile di via Libertà e intitolata “La bellezza e la differenza del Vangelo – Il martirio del Beato Giuseppe Puglisi e il discernimento sinodale della Chiesa palermitana”.

L’assemblea pastorale

Ieri pomeriggio e questa mattina l’arcidiocesi di Palermo si è così ritrovata a confrontarsi sulle prospettive future: in una sala forse meno affollata di quanto ci si potesse aspettare, i partecipanti hanno ascoltato due riflessioni a cura di Giuseppe Notarstefano e don Carmelo Torcivia incentrate sulla figura di Puglisi di cui oggi ricorre la memoria liturgica. Poi ampio spazio dedicato agli interventi, non tutti centratissimi, mentre al momento più atteso, cioè l’illustrazione degli orientamenti pastorali per il 2023/2024, sono stati riservati appena una quarantina di minuti.

I cinque temi sinodali

Non di meno, le novità annunciate sono molte. Tra queste per l’appunto la seconda fase del cammino sinodale che coinvolge la Chiesa italiana: un tempo definito sapienziale e che segue il biennio dell’ascolto che ha coinvolto 10 mila persone, oltre mille facilitatori per 900 gruppi e 3.500 pagine di contributi. Saranno cinque i temi su cui ci si confronterà, anche se non è stato ancora detto in che modo: missione secondo lo stile di prossimità, linguaggio e comunicazione, formazione alla fede e alla vita, sinodalità e corresponsabilità, cambiamento delle strutture. 

Via agli incontri nei vicariati

L’équipe guidata da don Giuseppe Vagnarelli ha annunciato che le prossime due settimane saranno dedicate ad alcuni incontri territoriali di vicariato per ricontattare facilitatori e formatori a cui verrà illustrato il percorso. Altra novità è che le attività non si svolgeranno solo dentro le comunità parrocchiali ma anche in realtà sociali, movimenti e luoghi simbolici come carceri e ospedali. Un lavoro “ad ampio spettro” aperto a chiunque voglia farne parte. Entro il 30 aprile del 2024 Palermo, come tutte le altre diocesi, dovrà inviare a Roma un contributo che si baserà su quelli di parrocchie e varie realtà che perverranno entro la prossima domenica delle Palme, cioè il 24 marzo 2024.

Foto: Roberto Immesi

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Di Roberto Immesi

Giornalista, collabora con Live Sicilia, è Revisore dei Conti dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia e Membro dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), sezione di Palermo.

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