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Il Vescovo di Sanremo: «Noi, come Chiesa, dobbiamo avallare la volgarità?»

DiMichelangelo Nasca

Apr 20, 2022

«Trovo imbarazzante che un personaggio che chiaramente è diventato un’icona – soprattutto dopo la sua vittoria al Festival insieme a Mahmood – di un certo modo di concepire la vita, la libertà, l’affettività, eccetera, si esibisca in Piazza San Pietro». È la considerazione che monsignor Antonio Suetta, vescovo di Ventimiglia – San Remo, riferisce in un’intervista a “La Nuova Bussola Quotidiana”, a proposito della performance canora del cantante Blanco, vincitore insieme a Mahmood dell’ultimo Festival di Sanremo, in Piazza San Pietro, in occasione del pellegrinaggio a Roma degli adolescenti italiani.

Monsignor Suetta non ritiene che il giovane cantante, Blanco, sia un modello adeguato per una iniziativa cattolica rivolta agli adolescenti: «È evidente che il messaggio veicolato dalle performance di Blanco non è idoneo a un contesto cattolico. Se l’intrattenimento ha lo scopo di preparare i ragazzi all’incontro con il Santo Padre e alla preghiera, troverei più consono invitare artisti nell’ambito della musica cristiana, e ce n’è una valanga».


Il vescovo di Ventimiglia – San Remo, tiene a sottolineare che le sue considerazioni non riguardano la persona di Blanco, ma i toni provocatori e trasgressivi che attraverso le sue esibizioni fanno breccia su tantissimi adolescenti. «Basta vedere le sue foto pubbliche – precisa monsignor Suetta –, che manifestano un tipo di approccio al corpo, alla relazione, alla visione della vita che stride con la visione cristiana. Ho visto anche una foto di lui praticamente in mutande, con la mano si strizza gli organi genitali. Io capisco che il mondo è precipitato nella volgarità, ma noi, come Chiesa, dobbiamo avallare la volgarità?».

L’esibizione canora di Blanco al pellegrinaggio degli adolescenti a Piazza San Pietro è stata salutata con entusiasmo, ma – conclude il vescovo Suetta – «Se il mondo ci applaude perché noi facciamo cantare Blanco, dovremmo farci qualche domanda. Dal mio punto di vista, io la leggo come una mancanza di fiducia nei ragazzi e anche nella forza della fede.

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Foto: Tgcom24

Michelangelo Nasca

Giornalista vaticanista, docente di Teologia Dogmatica. È presidente dell’emittente radiofonica dell’Arcidiocesi di Palermo, “Radio Spazio Noi”, e dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), sezione di Palermo.

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