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Rosario Livatino, pietra d’inciampo per quanti calpestano la dignità dell’uomo

DiMichelangelo Nasca

Dic 13, 2021

Il 29 ottobre ricorre la prima memoria liturgica del beato Rosario Angelo Livatino, una data, questa, significativa per il Magistrato siciliano che nel 1988 ricevette il Sacramento della Cresima nella parrocchia di San Domenico a Canicattì.

Rosario Angelo Livatino è il primo magistrato che, nella storia della Chiesa, sale agli onori degli altari, ed è proprio per quella testimonianza coerente e credibile di vita cristiana che la Chiesa ne ha riconosciuto il martirio «in odium fidei», proclamandolo beato lo scorso 9 maggio.

Livatino rappresenta un importante punto d’incontro tra l’esperienza di vita cristiana e la professione del magistrato. La fede, infatti, vissuta da Livatino non un aspetto marginale, un fiore all’occhiello da mostrare negli incontri ufficiali. Egli, piuttosto, ha compreso e testimoniato che la vita in Cristo e il suo Vangelo rappresentano il vertice più alto dell’esistenza umana, il punto fermo verso cui convergere ogni aspetto della vita pubblica e privata.

Trucidato il 21 settembre del 1990 dalla mafia siciliana, mentre percorreva in automobile la strada statale 640 Caltanissetta-Agrigento, Livatino costituisce ancora oggi una pietra d’inciampo per quanti credono di sopraffare e calpestare la dignità dell’uomo. La Chiesa, oggi, ne ricorda il martirio e la luminosa testimonianza di fede cristiana.

Michelangelo Nasca

Giornalista vaticanista, docente di Teologia Dogmatica. È presidente dell’emittente radiofonica dell’Arcidiocesi di Palermo, “Radio Spazio Noi”, e dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), sezione di Palermo.

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