La Natività della Beata Vergine Maria rappresenta un’importante ricorrenza mariana condivisa dalle tradizioni liturgiche d’Oriente e d’Occidente. Secondo quanto tramandato dai racconti apocrifi del Protovangelo di Giacomo, Maria nacque a Gerusalemme dai santi Gioacchino e Anna, nel luogo in cui nel IV secolo sorse la basilica di Sant’Anna.
La venerazione per questo evento si diffuse rapidamente da Costantinopoli a tutto l’Occidente, riconoscendo nella figura di Maria fin dall’infanzia il modello dell’umanità nuova disposta ad accogliere la divinità. La sua nascita rappresenta l’umanità nuova, pronta ad accogliere Dio, poiché la Vergine diventa il tempio vivente del Verbo incarnato, luce per i popoli e simbolo della redenzione, proprio come un tempo il tempio di Salomone aveva accolto la gloria divina.
Nella tradizione liturgica orientale, la Natività di Maria è la quarta delle dodici (Dodekaorton) feste principali dell’anno liturgico che in Oriente inizia a settembre, affiancata da otto ricorrenze dedicate alla vita di Cristo.
Oltre alla Natività, le altre tre grandi feste che ripercorrono la vita terrena della Madre di Dio sono: l’Ingresso della Theotokos al Tempio, celebrato il 21 novembre, ricorda la presentazione della bambina al Tempio di Gerusalemme da parte dei genitori; l’Annunciazione del 25 marzo che celebra l’annuncio dell’arcangelo Gabriele sulla nascita imminente del Salvatore; la Dormizione della Madre di Dio del 15 agosto, equivalente all’Assunzione della Chiesa occidentale, che solennizza la conclusione della vita terrena di Maria e il suo transito glorioso verso i cieli.
Immagine: di Francesco De Nura – Sant’Anna con Maria Bambina e San Gioacchino
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