L’unico scopo dietro la profanazione avvenuta nella chiesa di Santa Maria Maggiore a Scordia, in provincia di Catania, la notte tra venerdì 28 e sabato 29 agosto, è senza dubbio il sacrilegio legato al furto delle ostie consacrate.

Un gesto che per la sua gravità ha scosso la comunità cristiana di Scordia e ha immediatamente portato il vescovo di Caltagirone, Calogero Peri, a rivolgere un accorato messaggio a tutti i fedeli della diocesi.

«Ci sconvolge grandemente – ha detto il Vescovo – il pensiero che il sacramento per eccellenza dell’amore che Dio ha per noi, sia stato trafugato da mani e per scopi sacrileghi.

Se sull’esempio del Signore sulla croce preghiamo il Padre di perdonare coloro che hanno commesso questo sacrilegio, rubando il pane eucaristico, perché non sanno veramente quello che fanno, diverso deve essere il nostro comportamento».

Il Codice di Diritto Canonico (Can. 1382 – § 1) punisce severamente i reati contro i sacramenti: chiunque profani, sottragga o conservi l’Eucaristia per fini sacrileghi va incontro alla scomunica immediata (latae sententiae), un provvedimento la cui revoca spetta solo alla Sede Apostolica.

L’Eucaristia, come ci ricorda la Chiesa, è infatti «fonte e culmine di tutta la vita cristiana», in Essa «è racchiuso tutto il bene spirituale della Chiesa, cioè lo stesso Cristo, nostra Pasqua» (CCC, 1324). 

Trattandosi del bene spirituale più prezioso per la Chiesa — nella quale i cattolici riconoscono la reale presenza di Gesù Cristo — il Vescovo di Caltagirone ha invitato la comunità diocesana a compiere atti di riparazione per il furto delle ostie consacrate, così da rimediare al grave oltraggio sacrilego.

«Noi sappiamo la gravità di tale gesto – ha detto monsignor Calogero Peri – e per questo dobbiamo riparare, pregare e adorare. A tale scopo chiedo a tutta la Diocesi di sensibilizzare il popolo santo di Dio per custodire il tesoro dell’eucarestia e di organizzare nelle parrocchie, nelle rettorie, nelle cappelle, celebrazioni eucaristiche, adorazioni, preghiere di riparazione per il male commesso».

Oltre all’episodio registrato a Scordia, in Sicilia, si contano in Italia altri due gravi casi di profanazione accaduti nell’arco di pochi giorni: a Pavia, i malviventi si sono introdotti nella cappella del cimitero monumentale di San Giovannino, violando il luogo sacro e sottraendo alcune ostie, mentre a Stoppiaro di Poggio Rusco, nel Mantovano, è stato letteralmente smurato e asportato un tabernacolo in marmo.

Immagine: Diocesi di Caltagirone

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Di Michelangelo Nasca

Direttore Responsabile, giornalista vaticanista, docente di Teologia Dogmatica. È Presidente dell’emittente radiofonica dell’Arcidiocesi di Palermo, “Radio Spazio Noi”, vicepresidente regionale e membro dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), sezione di Palermo.