Organizzate dall’Ufficio Pastorale Sociale e del Lavoro, si terranno presso il santuario di Tagliavia dall’1 al 4 ottobre con tavole rotonde tematiche, escursioni e momenti di preghiera
Le ”Giornate dell’Ambiente 2026” promosse dall’Arcidiocesi di Monreale, attraverso l’Ufficio Pastorale Sociale e del Lavoro, in collaborazione con l’Ufficio per la Pastorale giovanile e l’Ufficio diocesano per l’Ecumenismo, si propongono come uno spazio di ascolto, confronto e impegno, con particolare attenzione ai ragazzi, alle scuole e alle comunità locali.
“Non si tratta di un appuntamento limitato alla sola sensibilizzazione, ma di un’occasione per mettere in relazione questioni spesso affrontate separatamente: la tutela del territorio, la salute, la protezione civile, l’educazione, le relazioni umane e l’uso consapevole degli strumenti digitali”, si legge in una nota dell’arcidiocesi.
Incendio e siccità
“Tra le ferite più evidenti inferte al nostro territorio regionale vi è la piaga degli incendi, che soprattutto durante l’ultima stagione estiva ha martoriato vaste aree, distruggendo vegetazione, compromettendo la biodiversità, minacciando abitazioni e attività produttive e mettendo a rischio la sicurezza delle persone. Di fronte a questa emergenza non bastano la denuncia e l’indignazione. È necessario rafforzare l’impegno attraverso la prevenzione, la vigilanza e la manutenzione del territorio, promuovendo altresì una maggiore responsabilità nei comportamenti individuali e sostenendo il lavoro di quanti intervengono per proteggere le comunità”.
“In questo scenario, anche la valorizzazione dell’acqua come risorsa rappresenta uno dei temi più urgenti. È indispensabile alla vita, alla salute, all’agricoltura e allo sviluppo, ma non sempre è disponibile in modo equo e sicuro. La questione ambientale è dunque anche una questione sociale. Ogni decisione relativa al territorio, ai consumi, alla gestione dei rifiuti, alla mobilità, all’energia e all’utilizzo delle risorse incide sulla vita delle persone”.
Nel corso delle giornate, i partecipanti avranno la possibilità di condividere momenti di convivialità attraverso la colazione e il pranzo a chilometro zero, valorizzando i prodotti del territorio e il lavoro delle realtà locali. Anche queste occasioni assumono un importante significato educativo e sociale.
Ambiente, scelta pastorale
“Il valore dell’iniziativa sta proprio nella sua dimensione comunitaria. Affrontare le sfide ambientali significa creare connessioni tra esperienze diverse, fare emergere le responsabilità di ciascuno e promuovere una partecipazione che non si esaurisca nell’evento. La cura della casa comune può diventare un terreno concreto di dialogo tra generazioni, istituzioni e realtà sociali, favorendo una maggiore fiducia reciproca e una rinnovata attenzione alle esigenze del territorio”.
Le ”Giornate dell’Ambiente 2026” rappresenteranno, pertanto, un’occasione per far maturare una nuova consapevolezza: la difesa della casa comune non è un compito di pochi, ma un impegno condiviso. Dalla capacità di custodire l’acqua, il territorio, il cibo e le relazioni dipenderà anche la possibilità di costruire una società più giusta, solidale e inclusiva. In questa direzione, la cura dell’ambiente diventa una scelta pastorale e sociale, ma anche un atto di responsabilità civile. È il modo concreto per non sottrarre alle nuove generazioni la speranza di un futuro migliore e per trasformare le comunità in luoghi nei quali la sostenibilità non sia soltanto un principio enunciato, ma una pratica quotidiana di solidarietà, partecipazione e fraternità”.
“La Chiesa ha più volte sottolineato che la tutela dell’ambiente è inseparabile dalla tutela della persona. Terra, acqua e aria sono doni destinati a tutti e la loro protezione rientra nella responsabilità pubblica della comunità cristiana. Il degrado naturale, infatti, è spesso collegato al degrado delle relazioni sociali e alla perdita di attenzione verso il bene comune. Educare al rispetto dell’ambiente significa quindi anche educare al rispetto di se stessi, degli altri e delle generazioni che verranno. Da questa consapevolezza nasce la necessità di una vera cultura della cura. Prendersi cura non significa soltanto intervenire quando il danno è già avvenuto, ma prevenire, informare, ascoltare i territori e responsabilizzare le comunità”.
Il programma
Di seguito il programma dettagliato delle giornate:
– Giovedì 1 Ottobre
ore 9:30 Accoglienza e colazione bio
ore 10:30 Tavola rotonda: Cambiamento climatico e protezione civile (con L. Pasotti-S. Cocina)
– Venerdì 2 Ottobre
09:30 – Accoglienza e colazione bio
10:00 – Tavola rotonda: Salute e Connessioni digitali/umane (con A. Firenze, L. Anello, S. Inzerillo)
12:00 – Lunch a KM 0
– Sabato 3 Ottobre
09:30 – Escursione guidata nella natura (a cura del Servizio Rurale)
18:00 – Preghiera Ecumenica
– Domenica 4 Ottobre
11:00 Santa messa solenne
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