Grazie ad alcune fotografie di Francesco Calamia, pubblicate nel sito della Cattedrale di Palermo, possiamo tornare ad ammirare «il» Carro di Santa Rosalia – non è uno dei tanti, ma l’unico Carro che meriti davvero questo nome – che dal 1974, per diversi anni, ha sfilato trionfante – prima che le infelici scelte della modernizzazione ne alterassero lo spirito e la tradizione – lungo il Cassaro (la via Vittorio Emanuele, la più antica della città di Palermo).
Il Carro del 1974 di Rodo Santoro
La storia ci ricorda che in occasione del trecentocinquantesimo anniversario della scoperta delle reliquie di Santa Rosalia sul Monte Pellegrino, ricorrenza caduta nel 1974, l’amministrazione comunale della città di Palermo organizzò delle celebrazioni particolarmente sfarzose.
La gestione artistica dell’evento, insieme all’ideazione e alla costruzione di un carro inedito, venne affidata a Rodo Santoro. Il progettista, sostenuto dal Comune, scelse di strutturare il carro trionfale e la sfilata circostante con l’intento di far risorgere lo splendore della tradizione storica palermitana, offrendo così alla cittadinanza un momento di riscatto dalla miseria della quotidianità attraverso la magia del Festino. Per riuscirci, l’artista si rifece alle grandiose celebrazioni del primo Settecento, prendendo come modello specifico la struttura monumentale ideata da Paolo Amato nel 1701.
Il Carro, simile ad un galeone
L’opera finale riproduceva le sembianze di un’imponente imbarcazione, simile a un galeone, dotata al suo interno di una scalinata destinata ad accogliere i musicisti. In cima a questa struttura svettava l’immagine della Santa, raffigurata nell’atto di sconfiggere l’epidemia e le sventure della città.
Lo stesso corteo storico che apriva la strada al passaggio del mezzo riproduceva fedelmente le sfilate istituzionali del Senato palermitano di epoca barocca durante le funzioni pubbliche. Questa attenta opera di recupero del passato portò anche alla rinascita del palio tra i vecchi quartieri cittadini, caratterizzato da una competizione equestre che metteva in palio il prestigioso trofeo dell’Aquila d’oro.
I solenni festeggiamenti di quell’anno si conclusero agli inizi di settembre, quando l’urna contenente le reliquie venne dapprima condotta in processione fino al santuario sul Monte Pellegrino, per poi fare ritorno nella cattedrale cittadina, dopo aver ricevuto l’omaggio delle varie parrocchie dislocate lungo il percorso.
Oggi, nel 2026, ci apprestiamo a celebrare il 402° Festino di Santa Rosalia custodendone la memoria e i ricordi più vivi: quel tempo in cui la maestosità e la bellezza del Carro attraversavano il Cassaro, facendo corona alla nostra Santuzza.
Foto: di Francesco Calamia
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