La recente nomina del professor Giuseppe Costa a Direttore dell’Ufficio Liturgico Diocesano segna un passaggio significativo nel cammino della Chiesa palermitana. Dopo dieci anni di ministero episcopale, monsignor Corrado Lorefice ha ritenuto opportuno rinnovare l’assetto dell’Ufficio, promulgando il 28 maggio 2026 un nuovo Statuto che esprime con chiarezza la sollecitudine della Chiesa per la Liturgia, “fonte e culmine” (SC 10), della sua vita e della sua missione.
L’impianto voluto dall’Arcivescovo per la cura della Liturgia non rappresenta una cesura con il passato, né l’idea che l’Ufficio non sia mai esistito; al contrario, la pubblicazione del nuovo Statuto e la nomina del nuovo Direttore costituiscono la maturazione di un lungo percorso ecclesiale, che oggi trova finalmente una forma sinodale e organica capace di raccogliere, custodire e rilanciare il prezioso lavoro svolto a Palermo a partire dal Concilio Vaticano II.
Il nuovo Statuto non è un semplice aggiornamento normativo: è un gesto ecclesiale che guarda al futuro, riconoscendo il cammino compiuto dalla Chiesa palermitana. Un cammino che ha visto protagonisti pastori e studiosi di grande spessore, capaci di tradurre nella vita concreta delle comunità la riforma liturgica conciliare.
La nostra Chiesa deve molto all’intuizione pastorale del Cardinale Salvatore Pappalardo e dei successori nella cattedra di San Mamiliano, che hanno saputo accogliere con intelligenza e coraggio le istanze del Concilio. Accanto a loro operarono figure di altissimo profilo: Crispino Valenziano, teologo e liturgista di fama internazionale; il musicista Antonio Ortolano della diocesi di Cefalù, che contribuì a rinnovare il canto liturgico; il francescano Padre Pietro Sorci, punto di riferimento per la formazione; la Facoltà Teologica di Sicilia, che ha accompagnato generazioni di presbiteri e operatori pastorali; don Salvatore Napoleone, che con passione e competenza ha servito per anni la liturgia diocesana; e senza dimenticare il “cerimoniere” don Michelangelo Simonato che con la sua proverbiale intelligenza “traduceva” il pensiero liturgico in Celebrazioni vissute, arricchendole con la stampa dei libretti, e con una intensa preprarazione remota delle stesse. Don Michelangelo, inoltre per interi decenni è stato anche il curatore dell’Annunario Liturgico delle Chiese di Sicilia. Un pensiero grato va agli innumerevoli fedeli e sacerdoti che hanno reso possibile la realizzazione della Riforma Litirgica a Palermo.
Grazie a queste presenze, Palermo è stata — e continua a essere — un punto di riferimento nel cammino liturgico conciliare, spesso considerata un modello da seguire e da imitare. Una Chiesa che ha saputo coniugare fedeltà alla tradizione e apertura al rinnovamento, custodendo la bellezza della celebrazione e la profondità del mistero, come testimonia anche la pubblicazione dell’edizione monumentale dell’Evangeliario per la Chiesa Italiana (curata da Crispino Valenziano e Pietro Sorci), stampata a Palermo a partire dal 1989 dalle Edizioni Fratelli Accetta: un’opera nata dal fervore del post‑Concilio Vaticano II e dai grandi Convegni Ecclesiali nazionali e siciliani, con l’intento di riportare sugli altari il grande Libro del Vangelo, simbolo di Cristo, Parola definitiva del Padre per la salvezza del mondo.
Monsignor Lorefice, raccogliendo questa preziosa eredità, ha voluto adattarla alle esigenze della Chiesa di oggi, riconoscendo l’importanza crescente dei laici nella missione ecclesiale. La nomina di un laico alla guida dell’Ufficio Liturgico non è un gesto isolato, ma la conseguenza logica della visione che la Chiesa ha maturato su se stessa: una Chiesa popolo di Dio, dove ministeri, competenze e carismi, si intrecciano per il bene comune.
La pubblicazione del nuovo Statuto e la scelta del professor Costa rappresentano dunque un atto di continuità e rinnovamento: continuità con una storia luminosa; rinnovamento nella forma e nello stile del servizio liturgico. Lo Statuto ratifica e rilancia un ambito che, più di ogni altro, nutre la vita della Chiesa e la orienta all’evangelizzazione. Perché la Liturgia non è solo rito: è scuola di comunione, luogo di ascolto, spazio di missione, cuore pulsante della vita cristiana.
La scelta di un laico alla guida dell’Ufficio Liturgico è una profezia per la nostra Chiesa: un segno eloquente che il Corpo Mistico di Cristo non è formato soltanto dai ministri ordinati, ma anche da quei laici che, con le loro competenze, la loro fede e la loro dedizione, edificano il Regno di Dio e partecipano pienamente alla missione della Chiesa.
Con questo gesto, la Chiesa di Palermo conferma la sua vocazione a essere laboratorio liturgico, fedele al Magistero e attenta ai segni dei tempi, capace di custodire la bellezza del culto e di aprirsi alle sfide pastorali del presente e del futuro.
Per l’approfondimento
Giuseppe Costa è il nuovo direttore dell’Ufficio Liturgico di Palermo
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