Prenderà avvio a fine settembre, presso le comunità parrocchiali di Sant’Agata, del Sacro Cuore e di San Giuseppe in Villabate, un nuovo percorso di formazione liturgico-pastorale dal titolo “Parare Pascha”. L’iniziativa nasce come naturale continuazione del cammino di catechesi mistagogica #capiscicióchefai?, che negli anni scorsi ha coinvolto numerosi partecipanti, tra cui diversi operatori pastorali delle tre parrocchie.

Dopo aver approfondito la celebrazione eucaristica a partire dalla mistagogia dell’Eucarestia, venticinque partecipanti sono ora chiamati a compiere un ulteriore passo: formarsi ai linguaggi delle azioni liturgiche. Non si tratta soltanto di ricevere nozioni, ma di vivere un laboratorio formativo in cui gesti, parole, silenzi, canti e segni della liturgia diventeranno strumenti di riflessione e di crescita ecclesiale.

La liturgia come dono e non come costruzione umana

Il laboratorio nasce dal desiderio di riscoprire la dinamica originaria della celebrazione cristiana: ogni domenica, infatti, la comunità non “costruisce” da sé la liturgia, ma risponde a un dono che la precede. È il Signore stesso che prepara per noi la Pasqua, così come nel Vangelo di Marco (Mc 14,12-16) invita i discepoli a seguire “un uomo con una brocca d’acqua” per entrare nella sala già predisposta (Cf. Leone XIV, Udienza generale del 6 agosto 2025).

In questa luce, i partecipanti a “Parare Pascha” sono chiamati a diventare uomini e donne con la brocca, capaci di guidare le comunità a riconoscere i segni e a lasciarsi introdurre nel mistero pasquale.

Come ha ricordato papa Francesco in Desiderio desideravi, «il primo incontro con la sua Pasqua è avvenuto nella sala grande preparata: ciò che ci viene donato è infinitamente più grande di ogni nostro progetto» (n. 4). In questa prospettiva, il percorso intende aiutare a riscoprire la liturgia come dono ricevuto e non come costruzione meramente umana, come “azione di Cristo e della Chiesa” che plasma la vita dei credenti e rinnova la missione della comunità.

Il cammino sarà guidato dal liturgista palermitano Giuseppe Costa, che da quasi dieci anni mette a disposizione la sua competenza nelle parrocchie dell’arcidiocesi. Con stile semplice e coinvolgente, Costa accompagnerà i partecipanti a scoprire la bellezza e la profondità del celebrare cristiano, in vista di una partecipazione sempre più consapevole e feconda delle nostre comunità.

“Parare Pascha”. Perché questo titolo?

“Parare Pascha” — espressione che richiama l’arte di prepararsi alla Pasqua e di orientare tutta la vita ecclesiale verso il mistero centrale della fede — vuole così diventare un’occasione preziosa per rinnovare lo slancio pastorale delle comunità.

Come sottolineava papa Francesco, «abbiamo bisogno di una formazione liturgica seria e vitale» (Desiderio desideravi, n. 31): una formazione che non si riduce a imparare delle nozioni, ma che aiuta a lasciarsi formare dalla liturgia stessa, scuola di discepolato e fonte di missione. Il senso profondo di questo percorso è proprio questo: diventare uomini e donne con la brocca, capaci di accompagnare altri fratelli e sorelle nella sala già preparata dal Signore, dove la Chiesa impara a vivere di comunione e ad aprirsi alla missione.

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