Tornare a “prestare attenzione” alla realtà che ci circonda ma anche a chi ci sta accanto, convertendo il nostro sguardo nel segno dell’amore. Sarà questo il tema della 61esima Giornata mondiale delle comunicazioni sociali del 2027, che la Chiesa cattolica celebrerà domenica 9 maggio nella solennità dell’Ascensione.
Il messaggio di Papa Leone XIV sarà reso noto solo il prossimo gennaio, in occasione della memoria di San Francesco di Sales (patrono dei giornalisti), ma il Dicastero per la comunicazione ha intanto reso noto il tema della prossima edizione.
Uno sguardo nuovo
Il titolo è quanto mai eloquente: “Uno sguardo nuovo: prestare attenzione nell’era del clickbait”. “L’economia dell’attenzione, con la sua lotta per pochi istanti di interesse nel flusso rapido e interminabile di contenuti, sta trasformando non solo le nostre capacità cognitive ma anche la profondità della nostra comunicazione interpersonale”, si legge nel comunicato pubblicato oggi dalla Santa Sede che fa riferimento al clickbait, ossia il meccanismo di attirare l’attenzione con titolo accattivanti e sensazionalistici.
“Siamo chiamati a una conversione dello sguardo, a guardare di nuovo, con attenzione e con amore. Solo così riusciremo a vedere il mondo, gli altri e anche noi stessi come ci vede Cristo: chiamati per nome e amati. La nostra comunicazione cambia quando il nostro sguardo sceglie di incontrare l’altro anziché giudicarlo”.
Attenzione come generosità
Il tema dell’attenzione è più attuale che mai: il web corre sempre più veloce e diminuisce il tempo che dedichiamo allo studio, alla comprensione, perfino a noi stessi. Un turbinio di emozioni scatenato dal susseguirsi frenetico di immagini, video e notizie che ci arrivano dai social network e dal mondo digitale e che ci disabitua a fermare lo sguardo sull’altro.
Il risultato sono relazioni meno autentiche, giudizi ed etichettature più facili. “L’attenzione è invece una preziosa forma di generosità: attenzione viene da ad-tendere, protendersi verso l’altro e verso il vero. La comunicazione cristiana può riscoprirla come dono e come sguardo — quello di Gesù che vide e si lasciò toccare”.
Un’igiene dell’attenzione
Il Dicastero ci ricorda che “comunicare non è catturare l’attenzione, e neanche venderla, ma custodirla come risorsa preziosa di relazione”. Da qui la necessità di un’igiene dell’attenzione, come Papa Leone XIV sottolinea anche in Magnifica Humanitas: “Occorre promuovere una vera igiene dell’attenzione: ritmi che prevedano silenzio, studio approfondito, lettura, confronto ponderato; senza questi elementi la libertà interiore può risultare compromessa”.
La comunicazione non è fatta solo di parole, ma ci coinvolge come persone: per rispondere alla chiamata del Signore dobbiamo perciò tornare a guardare, ascoltare e sentire.
Per approfondire
Il tema della 61esima Giornata mondiale delle comunicazioni sociali
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