Un viaggio nell’Italia spezzata dalla guerra, un’odissea vissuta tra il settembre del 1943 e l’agosto del 1944. Protagonisti due fratelli, Santo (detto Santi) e Salvo, due soldati, colti dall’Armistizio, che da Empoli si spostano a Foligno, Bevagna e Firenze cercando di tornare a casa, grazie anche all’aiuto di alcune famiglie incontrate lungo il percorso.
Si chiama “Memorie di guerra” il libro edito da Be Strong per la collana Be History; un diario scritto da Santo, che sarebbe poi diventato maestro, regalato al figlio Salvatore (giornalista e socio dell’Unione cattolica stampa italiana di Palermo) che, dopo diversi anni dalla scomparsa del padre, diventa un libro.
Un volume agile che descrive, passo dopo passo, quasi un anno segnato dalla speranza di tornare a casa. “Non è un libro di battaglie, ma di resistenza umana – si legge nella prefazione di Salvatore, figlio di Santi -. Non parla di eroi, ma di uomini comuni che cercavano di restare tali mentre il mondo intorno crollava”.
Il manoscritto per anni resterà un geloso segreto. “Per tutta la mia vita, mio padre Santi non mi parlò mai direttamente delle vicende vissute durante la guerra”, scrivo il figlio. Mesi lasciati, nero su bianco, sui fogli di un quaderno, un diario, che l’ex soldato custodiva gelosamente e che regalerà al figlio solo dopo la laurea, ma con una postilla: che il tutto restasse segreto, almeno finché fosse in vita.
Santi muore nel 1991 e il diario rimane un tesoro di famiglia, finché Salvatore, la sorella e i cugini lo danno alle stampe. “Lo faccio non soltanto per onorare la memoria dei due fratelli defunti, ma soprattutto nella speranza che queste pagine possano parlare alle nuove generazioni”, si legge nella prefazione.

Perché l’Armistizio significò per tanti giovani in divisa l’inizio di una fase nuova e incerta: lo sbandamento, la fame, la paura a cui si aggiunsero sofferenze e rabbia per la guerra. A sorreggere Santi fu soprattutto la sua fede, che il figlio non esita a definire “incrollabile” anche quando giungerà la malattia. Una fede discreta ma tenace che attraversa tutto il libro; un libro che vuole essere un invito a fare memoria, a ricordare sentimenti nobili come la solidarietà anche nei momenti più bui della storia.
L’8 settembre del 1943, Natività della Beata vergine Maria, Santi si trova a Empoli quando la radio annuncia l’Armistizio. Alla gioia dell’annuncio seguirono i saccheggi dei tedeschi e i tentativi dei soldati italiani di tornare a casa; il fratello è a Spoleto e il giovane soldato trova rifugio presso la famiglia di un amico. Il primo di una serie di incontri con gente che, seppur piegata dalla guerra, non rinuncia alla solidarietà e alla carità. Come nel caso di Foligno, quando un passante in bicicletta rimedia un passaggio fino a Bevagna, o nel caso del preside, Giuseppe Moriconi, che gli assegna un’altra cattedra, fondamentale per pagare la retta del fratello in collegio.
Pagine intrise di fede e devozione. “Passerò tutto il tempo della mia vita a narrare le meraviglie e la potenza della Vergine, nostra celeste madre – scrive Santi -. Basta solo ricordare come giornalmente lenisce le nostre pene e ci dà la forza di sopportare la grandissima pena della separazione dalla famiglia”.
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