«Carissimi seminaristi, la vostra stessa presenza in seminario è un segno di speranza per tutta la Chiesa. Non di un vago ottimismo, ma della certezza che il Signore chiama sempre, in ogni epoca della storia e in ogni luogo. Nel guardare ciascuno di voi, contemplo la meraviglia di Dio che non si stanca mai di sussurrare al cuore dei giovani la bellezza di donare la vita per Lui e per la Chiesa».

Sono le parole che Papa Leone XIV ha recentemente rivolto ai Seminaristi del Pontificio Seminario Regionale Pugliese “Pio XI” di Molfetta e del Seminario Vescovile di Aversa durante un’udienza a loro riservata.

«Ogni vocazione – ha detto il Pontefice – nasce da un dialogo intimo con Dio, coltivato nel silenzio e nella preghiera, che spesso avviene «nonostante il rumore talvolta assordante del mondo» (Leone XIV, Messaggio per la LXIII Giornata Mondiale di Preghiera per le VocazioniMessaggio per la LXIII Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, 16 marzo 2026). È lì che si decide tutto, e perché quel dialogo accada occorre imparare a stare con Lui».

Papa Leone XIV ha ricordato il venerabile Vescovo don Tonino Bello che ha mostrato con particolare chiarezza che cosa significhi essere Sacerdote ed essere Vescovo: «non nelle parole, ma in ogni gesto e in ogni decisione, e testimoniandolo fino in fondo».

Nel corso della sua riflessione, il Pontefice ha sottolineato la necessità del tempo trascorso in seminario anche nel mondo contemporaneo. Nonostante una società frenetica e rumorosa possa considerarlo un lusso o un’istituzione ormai superata, esso rappresenta invece un luogo e un periodo essenziali della vita. In questo spazio si impara a sostare, a discernere e a lasciarsi formare senza ricorrere a scorciatoie. Il seminario non costituisce un ritardo della missione, bensì la sua condizione fondamentale, e per questo motivo non deve essere sottovalutato.

Dopo aver ascoltato la voce del Signore, è necessario mettersi in cammino per raggiungerlo e salire sul monte. Questo percorso viene descritto come un’esperienza che a volte può risultare faticosa, caratterizzata da momenti di affanno e dall’impossibilità di scorgere fin da subito la cima. Ma – prosegue il Pontefice – «la fatica della vita spirituale è sostenuta però dalla bellezza della fraternità e della condivisione della missione»; e ancora: «Il seminario, dunque, prima ancora che un luogo dove acquisire informazioni, «dovrebbe essere una scuola degli affetti».

Ai formatori, Papa Leone XIV ha chiesto di essere «i primi maestri di quella cura e di quella fraternità che si manifestano in relazioni autentiche, personali e comunitarie, fatte di verità e di carità. Formatori non ci si improvvisa: il vostro è un ministero delicatissimo a cui ci si prepara con scienza, pazienza e amore».

Il monte – dove Gesù istituisce i Dodici Apostoli – non è un rifugio, ma l’inizio di una relazione e di un cammino che condurrà coloro che sono stati scelti ad annunciare il Vangelo. Il Pontefice ricorda ai giovani seminaristi questo importante compito: «Sarete dunque chiamati a scendere dal monte, per essere mandati alla gente delle vostre terre: a quelle famiglie che tirano avanti con fatica, ai ragazzi che a vent’anni fanno la valigia per cercare lavoro, agli anziani soli, agli emarginati, a coloro che hanno smarrito il senso dell’esistenza. Il sacerdote è mandato a tutti perché a tutti annunci la bellezza della fede in Gesù Cristo, la buona notizia della nostra salvezza. È la salvezza che ci è stata donata per mezzo di Maria. Affidatevi a Lei, come a Colei che per prima ha fatto quello che oggi è chiesto a voi. Chiedete a Maria la grazia di imparare a dire ogni giorno il vostro “sì” al Signore Gesù».

Infine, Papa Leone XIV ha rivolto un ringraziamento ai seminaristi e alle loro famiglie. Ai primi ha espresso la gratitudine della Chiesa per il “sì” che pronunciano e rinnovano quotidianamente, riconoscendo la difficoltà e il valore di questa scelta nel contesto odierno. Alle famiglie ha rivolto la propria riconoscenza e quella della comunità ecclesiale per aver offerto il contesto e la casa adatti a far nascere e custodire la vocazione, attraverso la preghiera e la capacità di lasciare andare i propri figli.

Immagine: Pontificio Seminario Regionale Pugliese “Pio XI”

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Di Michelangelo Nasca

Direttore Responsabile, giornalista vaticanista, docente di Teologia Dogmatica. È Presidente dell’emittente radiofonica dell’Arcidiocesi di Palermo, “Radio Spazio Noi”, vicepresidente regionale e membro dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), sezione di Palermo.