Il 26 agosto 1978, nel giorno dedicato alla Madonna di Czestochowa, il cardinale Albino Luciani veniva eletto papa con il nome di Giovanni Paolo I. A quarantotto anni da quella storica data, il ricordo di questo pontefice rimane vivissimo nel cuore dei fedeli grazie al segno indelebile di umiltà e sorriso lasciato in appena 33 giorni di ministero.

Emblematica della sua indole fu la prima apparizione dalla loggia delle benedizioni della Basilica di San Pietro: Luciani avrebbe desiderato rivolgere un breve saluto alla folla oltre alla benedizione Urbi et Orbi, ma accettò con semplicità il parere dei cerimonieri che non lo ritenevano previsto, una consuetudine che solo un mese dopo sarebbe stata superata dal suo successore, Giovanni Paolo II.

Al di là delle tante discussioni nate attorno alla sua improvvisa scomparsa, la figura di Giovanni Paolo I resta legata a una spontanea testimonianza di santità, formalmente riconosciuta da Papa Francesco con la beatificazione del 4 settembre 2022 e con la scelta di fissarne la memoria liturgica proprio il 26 agosto.

Già negli anni Settanta, quando era Patriarca di Venezia, Luciani amava dialogare in modo originale con la cultura del tempo attraverso lettere immaginarie indirizzate a grandi personaggi del passato e della letteratura. Tra queste vi è un celebre scritto rivolto a Pinocchio, utilizzato come pretesto per riflettere sul delicato rapporto tra la ricerca di autonomia dei giovani e l’esperienza della fede, di cui si riporta un passaggio  (il neretto è nostro) di straordinaria attualità:

«Nel viaggio verso l’autonomia, come quasi tutti i giovani sui 17-20 anni, caro Pinocchio, urterai forse anche tu contro un duro scoglio: il problema della fede. Respirerai, infatti, obiezioni antireligiose come si respira l’aria a scuola, in fabbrica, al cinema, ecc. Se la tua fede è un mucchio di buon frumento, ci sarà tutto un esercito di topi a prenderlo d’assalto. Se è un vestito, cento mani tenteranno di lacerartelo. Se è una casa, il piccone la vorrà smantellare pezzo per pezzo. Bisognerà difendersi: oggi, della fede si conserva solo ciò che si difende. Per molte obiezioni c’è una risposta persuasiva. Per altre, una risposta esauriente non è ancora stata trovata. Che fare? Non gettar via la fede! “Diecimila difficoltà, diceva Newman, non formano ancora un dubbio”».

Segui Porta di Servizio

Seguici sul nostro canale WhatsApp oppure qui t.me/porta_diservizio sul gruppo Telegram.

Di Michelangelo Nasca

Direttore Responsabile, giornalista vaticanista, docente di Teologia Dogmatica. È Presidente dell’emittente radiofonica dell’Arcidiocesi di Palermo, “Radio Spazio Noi”, vicepresidente regionale e membro dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), sezione di Palermo.