Nonostante il caldo afoso di questi giorni, la rete ci proietta già verso il prossimo anno scolastico: sul web spuntano, infatti, le prime scadenze e la data ufficiale del rientro in classe in Sicilia, fissato per il 15 settembre 2026.
Quella del 15 settembre è una data molto cara alla Chiesa di Palermo, che ricorda il 33° anniversario del martirio di don Pino Puglisi, presbitero palermitano e insegnante di Religione. Un richiamo significativo che ha valore, per i credenti, anche in ambito scolastico.
Il 4 ottobre rientra tra le feste nazionali
Dal 2026 – è la novità di quest’anno – il 4 ottobre ritorna ad essere considerata ufficialmente festa nazionale in Italia. La ricorrenza celebra San Francesco d’Assisi, in coincidenza con l’ottavo centenario della morte del santo patrono d’Italia, ed è equiparata a tutti gli effetti alle altre festività civili del calendario con diritto all’astensione dal lavoro e retribuzione.
Dopo quasi cinquant’anni dalla sua abolizione, avvenuta nel 1977, il 4 ottobre torna a essere ufficialmente festa nazionale. Il Parlamento ha infatti approvato la legge che ripristina la festività civile in onore di San Francesco d’Assisi.
Perché il 4 ottobre era sparito dal calendario?
La festa di San Francesco — istituita nel 1939 da Pio XII insieme a quella per Santa Caterina da Siena — fu abolita nel 1977 per ragioni economiche. La Legge 54 del 5 marzo 1977 tagliò infatti diverse ricorrenze religiose e civili per aumentare i giorni lavorativi e spingere la produttività del Paese. Oltre al patrono d’Italia, persero lo status di festa nazionale anche San Giuseppe, l’Ascensione, il Corpus Domini e i Santi Pietro e Paolo.
Le feste religiose cancellate nel 1977
Prima della riforma del 1977, il calendario civile italiano prevedeva un numero ben maggiore di feste religiose riconosciute a tutti gli effetti, con pieno diritto al riposo retribuito.
Fino ad allora, le seguenti ricorrenze cattoliche figuravano come festività nazionali:
- 6 gennaio: Epifania (poi ripristinata nel 1985)
- 19 marzo: San Giuseppe
- Ascensione: 40 giorni dopo Pasqua
- Corpus Domini: il giovedì dopo la Trinità (60 giorni dopo Pasqua)
- 29 giugno: Santi Pietro e Paolo (festa nazionale, estesa a tutto il Paese)
Le feste religiose rimaste sempre intatte
Scampate al taglio riformista, queste sono le festività religiose hanno mantenuto intatto il loro status, restando tuttora segnate in rosso sul calendario, con la chiusura delle scuole e il diritto all’astensione dal lavoro:
- 1° gennaio: Maria Santissima Madre di Dio (Capodanno)
- Lunedì dell’Angelo: Pasquetta (variabile)
- 15 agosto: Assunzione della Vergine Maria (Ferragosto)
- 1° novembre: Tutti i Santi
- 8 dicembre: Immacolata Concezione
- 25 dicembre: Natale
- 26 dicembre: Santo Stefano
Due annotazioni sull’Epifania e i Santi Pietro e Paolo
Tra le festività cancellate nel 1977, l’Epifania del 6 gennaio rappresenta l’unica eccezione ad essere stata reintegrata come giorno festivo nazionale a partire dal 1985. Un caso a parte è quello dei Santi Pietro e Paolo (29 giugno): pur avendo perso lo status di festa nazionale per tutto il territorio italiano, la ricorrenza è rimasta festiva per il solo Comune di Roma in qualità di festa dei santi patroni della Capitale.
Foto: immagine generata da IA
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