Anna e Gioacchino, coloro che in tarda età hanno accolto la loro figlia Maria come dono ricevuto dal Padre. Anna e Gioacchino, nonni di Gesù quindi; prototipo per la tradizione cristiana dei nonni che si prendono cura dei loro nipoti e non solo. Il 26 luglio la Chiesa celebra e festeggia la loro santità.
Su questa importante coppia non ci sono riferimenti nella Bibbia e non si possiedono notizie certe; quelle giunte fino a oggi sono ricavate da testi apocrifi come il Protovangelo di Giacomo e il Vangelo dello pseudo-Matteo, oltre che dalla tradizione. Leggiamo per esempio nei Discorsi di San Giovanni Damasceno: «O felice coppia, Gioacchino e Anna! A voi è debitrice ogni creatura, perché per voi la creatura ha offerto al Creatore il dono più gradito, ossia quella casta madre, che sola era degna del Creatore».
Proprio in quanto genitori di Maria e nonni di Gesù, da sempre sono state figure molto amate nella devozione popolare; un culto che si è diffuso dall’oriente all’occidente. Una tradizione che ha radici profonde nella tradizione cristiana, un esempio basilare per onorare la famiglia e l’importanza della figura materna. Il nome Anna deriva etimologicamente dall’ebraico Channah (o Hannah), che significa “grazia”, “favore” o “misericordia”. Gioacchino invece dall’ebraico Yohaqim (o Yehoyaqim), col significato letterale di “Dio stabilisce”, “Dio solleva” o “Dio rende forti”. Entrambi vivono a Gerusalemme. Sposati, Gioacchino e Anna non hanno figli per oltre vent’anni. Non generare prole per gli ebrei in quel tempo storico è segno della mancanza della benedizione e del favore di Dio. Ma Dio sorprende sempre intervenendo nella storia degli uomini. Chiama Gioacchino, lo “rende forte”, chiama Anna, a lei la sua “misericordia”, e per entrambi rende possibile quello che prima sembrava non esserlo. Nasce Maria, segno di quella Speranza che Dio vuole donare al mondo, il grembo santo attraverso cui Gesù giungerà tra gli uomini.
I Padri della Chiesa hanno commentato ampiamente queste figure, elevandole a modelli teologici. Oltre al già citato San Giovanni Damasceno, un’altra fonte fondamentale è San Tarasio di Costantinopoli (VIII secolo). Nelle sue omelie egli descrive Anna e Gioacchino come «la radice santa da cui è germogliato il ramo regale».
Nel 1481 Papa Sisto IV introdusse la festa di Sant’Anna nel Breviario Romano, fissando la data della memoria liturgica al 26 luglio, tramandata come giorno della morte. Nel 1510 è Giulio II, invece, a inserire nel calendario liturgico la memoria di San Gioacchino il 20 marzo, poi più volte spostata nei secoli successivi. Con la riforma liturgica seguita al Concilio Vaticano II, nel 1969, i genitori di Maria sono stati “ricongiunti” in un’unica celebrazione il 26 luglio.
In tempi moderni, l’attenzione della Chiesa si è spostata dal mistero teologico della nascita di Maria all’aspetto pastorale e antropologico della famiglia. Papa Francesco ha istituito a livello ecclesiale la Giornata Mondiale dei nonni e degli anziani stabilendone la celebrazione ogni anno proprio in prossimità della festa dei Santi Gioacchino e Anna (la quarta domenica di luglio). Nei relativi messaggi pontifici, Gioacchino e Anna non sono solo figure del passato, ma diventano un manifesto magisteriale sul valore della memoria, della custodia delle radici e del dialogo intergenerazionale. Nelle parole di più pontefici si è sottolineato come essi incarnino la vecchiaia che non è sterile, ma che custodisce e trasmette le promesse divine alle generazioni future.
A loro rivolgiamoci con la stessa preghiera recitata da Papa Benedetto XVI in occasione della loro festa:
Signore Gesù, tu sei nato dalla Vergine Maria, figlia di San Gioacchino e Sant’Anna. Guarda con amore ai nonni di tutto il mondo. Proteggili: sono fonte di arricchimento per le famiglie, per la chiesa e per tutta la società. Sostienili: anche nella vecchiaia continuino a essere per le loro famiglie pilastri robusti di fede evangelica, custodi dei nobili ideali della famiglia, tesori viventi di solide tradizioni religiose. Fa’ che siano maestri di sapienza e di valori, che trasmettano alle generazioni future i frutti della loro matura esperienza umana e spirituale.
Signore Gesù, aiuta le famiglie e la società a valorizzare la presenza e il ruolo dei nonni. Mai siano ignorati o esclusi, ma incontrino sempre rispetto e amore. Aiutali a vivere serenamente e a sentirsi accolti per tutti gli anni della vita che tu loro concedi.
Maria, Madre di tutti i viventi, proteggi sempre i nonni, accompagnali nel loro pellegrinaggio terreno, e con la tua preghiera fa’ che tutte le famiglie si riuniscano un giorno nella patria celeste, dove tu attendi tutta l’umanità per il grande abbraccio della vita senza fine.
Amen.
Foto: generata con IA
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